domenica 20 giugno 2010

GREMIARIO I - IERI SERA IN CHAT

Confesso, ho fatto fatica
A stare dietro alla tua ortica
Convinta come sei che chiunque debba rimorchiarti
A tutti i costi, troppo occupata a rimirarti
Nel mio specchio non sopporti
L'idea che tu possa interessarmi
Per quello che dici, non per come ti firmi
E' vero, sono un maschietto,
Comprendo il tuo sospetto
Che se distogli gli occhi io mi fiondi sul tuo petto
"All in all its just another prick in the firewall"
D'altronde cantavano, proprio nel 1980...
"Non sottovalutarmi" mi dici, poi aggiungi "solo un pochetto"
Ed io resto rapito dalla contraddizione
Come in un "Ghin Ghin Gaia" fiorisce un'emozione
Forse non te la tiri così tanto
Forse posso essere me stesso
E invece mi ritrovo a giustificare
La mia identità, con le bugie ci può pure stare
Ma io son io, se non ci credi non so come fare
Mi vieni tu in aiuto con quel "frega relativamente"
Mi sento libero di fare il deficente
E vado libero di strategie
Che, pur se vecchie, ho tenuto solo mie
E tu ci cadi dentro fino alla vita
Lo sento da come le tue labbra mimano le mie dita
Potrei lasciarti così, col dubbio di una voce
Oppure spiegarti tutto, che sarebbe più feroce
Forse è che non sei così speciale
Sei come tante, sei banale
A immaginarti non ci metto niente
Oppure sei speciale veramente
Ma poi se non ci credi, dirlo non serve a niente
E pure se ci credi, "frega relativamente".
"Mi sento un pò in svantaggio" mi dici, e mi spiazzi nuovamente
Tu che di me sai nome e faccia, ed io invece niente.

sabato 19 giugno 2010

GREMIARIO - COPERTINA


Vorrei tornare a scrivere un mio diario
Se lo mettessi in rima lo chiamerei rimario
Quasi un breviario di tutti i miei ripensamenti
Forse un rosario per tutti i sentimenti
Che riuscirò a salvare dall'ossario del tempo
"Gremiario" ti chiamerò per il momento
Non è più questione di qualità o di commento
Dipende solo da come mi va
Ormai da quattro giorni niente è come prima
Ogni mio pensiero si affaccia su una rima
Forse è che sono stato zitto più di un anno
E ora mi danno
Per tutto questo fiume di parole
Non ho abbastanza gole
Per liberarlo come conviene
E allora scrivo come mi viene...

venerdì 18 giugno 2010

RIENTRO SPAVENTRO

Non so, sarà una mia impressione, forse un attimo di sbandamento dovuto al mio lungo isolamento, forse soltanto una digressione. Un flusso di coscienza che mi rigurgita da dentro, o solo un'opinione. Mi sembra che ci siano pochi ladri e troppe guardie, è vero c'è chi copia ma non può essere una scusa per chiudere il portone ai commenti, lamenti, capisco chi tiene ai suoi versi come oro ma non puoi farne tesoro di dragone da difendere con unghie e fiamme accettando solo i complimenti. Perdi tempo prezioso a scovare chi ha l'oro peggiore e non difendi la tua virtù con quel che scrivi TU - perchè non hai più tempo - e cerchi nel mio obbligandomi a giustificare il più piccolo errore quando potremmo imparare dal reciproco parlare di CONTENUTO. Questo sconosciuto. Che troppo spesso viene nascosto dietro un manto di parole che spesso sono pure fuori posto - il CONTESTO - non fa più testo, e guai a me ti basta il minimo pretesto per bannarmi, se invece ti dico che non ho capito mi mostri il dito, l'ultimo dei tre che servono per scrivere, degli altri due ne fai pistole cariche di parole che invece di sognare usi per ammazzare - i COMMENTI - poi ti spaventi per le stellette, son lì per gente come te che non ci sente. Faccio un commento intelligente - pur sempre un'opinione - e mi dai del deficiente - e poi ti affanni se ti reputo un coglione. L'alternativa al mio parlare è uno sterile cliccare - O - un pò d'assenzio da mandare giù, zitto, in silenzio. Così magari trovo un senso al tuo pedissequo invidiare ciò che non è mai stato tuo, forse dovresti lucidare un pò di quella paccottiglia ok la mia è solo una biglia, un boccino, un pensiero di bambino per te che hai visto tutto, tutto hai vissuto, e non capisci come possa un pensiero comune trovare mille risposte, strade nascoste che tu non hai mai esplorato, gli occhi dell'orgoglio ti hanno invecchiato e confondi i tuoi duecento commenti in una dimostrazione di destrezza che però non è tua, nè dei tuoi scritti ma dello sforzo di tutti quegli iscritti che si ostinano a commentare anche se non sai apprezzare perchè il commento, quello vero, non sempre è un complimento ma un cristallo di luce che ti costringe a voltar lo sguardo dal tuo pavoneggiare - cambiar punto di vista a volte fa male, ma spesso ti costringe a migliorare. NO NON MI MENARE!!! Se scrivo quel che penso, sono uno specchio, rifletto quel che vedo, ma se vai oltre l'argento, son solo vetro...
 Fragile.

giovedì 17 giugno 2010

LE PAROLE CHE DOVREBBERO DIRTI


Mi piacciono i capelli tagliati alla maschiaccia
Che non mi distraggono dalla tua faccia
Pulita da mode, Tv, dottori e ciarlatani
Un mondo di ruffiani che vorrebbe metter mani
Su di te, sul tuo seno impudente e sbarazzino
Che sotto la maglietta gioca a nascondino
Eppure c'è solo per me e per le mie dita
Per stancarmi di te non basta questa vita
Mi piacciono i tuoi fianchi generosi, divaganti
Mi piacciono su me, quando si fanno amanti
Mi piacciono le tue occhiaie dalla notte divertite
Perchè, quando ti svegli, il mondo mi sorride
Mi piacciono tutti i tuoi piccoli difetti
Che solo su di te diventano perfetti
(E pure la fiatella, mi piace pure quella!)
Mi piaci perchè quando mangi, sembri far sesso
(Invece se cucini, non è proprio lo stesso)
Mi piaci perchè ogni attimo che passa sei diversa
Eppure, come il cielo, sei sempre tu la stessa
Mi piaci perchè quando non ci sei, mi sento perso
E poi, quando ci sei... io mi perdo lo stesso
In te, nei tuoi sospiri, nei fruscii dei tuoi vestiti
Nelle pieghe delle labbra, nei tuoi occhi divertiti
Da come ti guardo, che sembro un deficiente
Il che è anche un pò vero, che non capisco niente
Quando sento quelle note appena sussurrate
Del tuo profumo che sa d'Estate
(Autunno? Inverno? Primavera?)
Gli avevo dato un nome, ma non so più qual'era...

venerdì 11 giugno 2010

PIOVE


Piove.
Piove silenzio.
Piove silenzio tra queste mie parole
Piove silenzio anche se fuori è sole.
Non ho difese contro le tue ipocrisie
Cerco il rifugio di parole che so solo mie
Ma poi rimando a quando
Sarò più triste, allegro, profondo o spensierato
Ed ogni mia parola avrà un significato.

E intanto piove.
Piove silenzio.
Piove silenzio dai miei occhi bianchi
Piove silenzio per quanto mi manchi.
Qualunque scusa è buona per scrivere di te
Se sono trasparente, dimmi com'è
Che fai ad evitarmi,
A trapassarmi senza toccarmi, a guardarmi per ignorarmi,
A ricordarti di dimenticarmi?

E intanto piove.
Piove silenzio.
Piove silenzio sui tuoi capelli
Incastonati sul tuo viso come gioielli
Si assottiglia il ricordo dei tuoi fianchi
Levigati dalla pioggia dei miei pensieri.
Se fino a ieri
Scrivevo spesso perchè eri la mia musa
Ora son troppo trasparente per rifletterti, Medusa.

E intanto piove.
Piove silenzio.
Piove silenzio sulle mie labbra bianche
Piove silenzio tra le mie dita stanche
Di te, lavando le parole,
Mischiandone il ricordo in un tatuaggio stinto.
Piove.
Chissà perchè
Ha smesso solo adesso che ho scritto di te.