E’ il primo giorno d’autunno, anche se il mondo non se n’è ancora accorto, ma gli shorts si sono allungati fino a diventare un paio di pantaloni di tela nero stone con l’orlo che finisce sempre sotto i talloni nudi, e la pelle che si veste della polvere da sparo di una maglietta di cotone col collo a V.
E la casa stretta intorno a me come un plaid. Con Mucca in vacanza per una settimana, una casa un po’ meno profumata, forse: un po’ più maschia, sicuramente, col suo profumo di caffè americano che mi accoglie già sulle scale, ancora prima di rientrare dalla passeggiata con Mina, e che si mischia con la leggera eco di curry della cena. Col letto sfatto per metà e un frigo senza compromessi, l’accappatoio ancora umido di doccia e i gatti che riempiono i silenzi degli angoli.
mercoledì 23 settembre 2009
martedì 1 settembre 2009
E SE...
Ultima notte di sesso notturno con Mucca su questo letto claudicante, approfittando della prolungata assenza estiva del vicino di sotto.
Nella perfetta nullità del buio, non c'è motivo per cui io debba pensare ad altro che ai suoi fianchi sotto le mie dita.E invece, mentre i miei movimenti si fanno incostanti, disordinati, da qualche parte nel mio subconscio, eterno bastian contrario, si accende una fiammella.
"E se rimane incintauahauaahhaahh...ahhh...?"
Affido la domanda al suo ventre; la risposta, invece, continua a gironzolarmi nel cranio per buona parte della notte, in un dormiveglia evolutivo che inizia dall'immaginarmi tutto lacrime e moccio con questa "cosina" appena nata tra le braccia, all'impegnarmi con una dichiarazione di intenti verso il mio dio a smettere di fumare qualora Mucca risulti essere effettivamente incinta, al dove trovare i soldi per comprare il motorino a questa mia figlia sedicenne...
Chissà se glielo direi, a mia figlia?
"Papà, come sono nata?"
"Con un cucchiaio."
"Dai, papà, sii serio!"
"Appunto. Il cucchiaio. Posizione 18 del Kamasutra."
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