martedì 6 novembre 2012
GREMIARIO II - GHIN GHIN GAIA
Si allunga il corridoio
Nell'infinito dei tuoi ricordi
Scarpe e maglietta in terra
Come briciole di un'altra fiaba
Domani potrei tornare
Ma oggi Ho fretta di morire.
Ieri per oggi, domani per ieri l'altro
Non ci sono stelle su questo cielo nero
Illuminato dalla notte che gonfia le tende
Non si arrende, carezza la mia pelle
Indugia su invisibili cicatrici
Come punture di bugie bianche
Schegge di verità non dette
Pensi che non faranno male
Non finchè non le tocchi
Ma è facile, basta voltarsi
Dall'altra parte
Chiudere gli occhi
Non ci pensare...
Ghin Ghin Gaja
Mattin in su la paja
Paja pajuzza...
Nel buio il carillon si fa metallo duro distorto
Rallenta il cuore come campane a morto
S'intriga la mia notte
S'avventa sopra al davanzale dei miei occhi
Riempie la mie iridi di sè,
Scivolano sulla mia faccia
Le sue dita, scavando parallele
Due solchi intorno al mio sorriso
Si allargano sul petto
Affondano nei muscoli
Delle mie braccia distese
Come ali ad asciugare
Sulle lenzuola dalle mille lame
Scavano sulla mia pelle
Le infinite trame di questa storia
Di cui non ho memoria...
Ghin Ghin Gaia
Sulla mia pelle intaglia
Taglia tagliuzza...
"La mano insicura sollevo
Disegni di lame
in piccoli cerchi lievi.
Le tue labbra accompagnano
Note di ninnananna
Cantate su fili di sangue.
Serro il pugno per rallentare
Il fiore rosso sangue
Che affiora bruciando
Da Gaia evocato.
La mano sollevi stupita
Un saluto, buon giorno
Chi sono?
Il domani che si fa ieri
Mi levo un pò di torno."
Iscriviti a:
Post (Atom)